Studiare in una "maison du the'" sarebbe un'ottima idea, in principio: luci soffuse e calde, abbondante caffeina in sangue, un senso del tempo ovattato, tutt'al piu' scandito dal pacifico gocciolare delle teiere.
Dico "sarebbe", perche' questi locali sono popolati da una fauna quanto mai varia, me compreso. Di solito va tutto bene: pacifici lettori, pacifici studenti e studiosi con i loro faldoni, vecchiette in ghingheri, salutisti new-age dai mille colori, con le loro sciarpone etniche e le borse tascapane.
Non cosi' questa sera: davanti a me l'irreparabile! Una coppietta intellettuale, in fase di studio reciproco: scassamento imperterrito di riflessioni profonde quanto un fondo di caffe'.
Pensiero sottointeso di lui: "Se la rimbambisco ancora un po', le salto addosso. Bisogna sempre rispondere con un "concordo con il tuo interessante punto di vista" ed altre amenita'." Pensiero sottointeso di lei: "Ancora un'ora di tormento, giusto per palesare che non sono un'oca... forza che ce la faccio!".
Ed ecco! E' proprio in questi rari momenti che un sogno mi coglie: Provvidenza delle Trattorie, trasforma il loro te' in Fernet, cosi' che la piantino li' con le loro filosofie e si mettano a discutere di calcio, battendo pugni sul tavolo in sana allegria!
Non sono stato esaudito.
